Sigmar vernici

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Sigmar: La qualità prima di tutto
ottobre 2011 - Professione Verniciatore Del Legno n°102

 L’azienda nasce negli anni ’60 principalmente per fornire vernici ai produttori di sedie, nell’appena nascente e promettente zona del cosiddetto “Triangolo della Sedia” (che comprende Manzano - San Giovanni al Natisone - Corno di Rosazzo).
La produzione è stata per anni incentrata solo sul settore del legno, in quanto il mercato era a suo tempo più che soddisfacente.
L’evolversi poi della moda, tendente a proporre nuovi materiali e non più solo il tradizionale legno, la crescita di nuovi mercati emergenti, europei e non, ha reso necessario lo studio di nuovi prodotti e l’ampliamento della rete commerciale anche all’estero.
A livello di produzione quantitativa nel 2010 sono stati raggiunti, con buoni margini di utile, quasi raggiunto i 450.000 kg.
Abbiamo incontrato i vertici della nuova società, che ci hanno presentato la struttura e i principali collaboratori, e nell’ occasione abbiamo affrontato i principali temi tecnici ed economici del settore, con alcune domande di attualità a cui ci ha risposto Consuelo Feresin, la responsabile amministrativa dell’ azienda.

Quali sono state le fasi di sviluppo più importanti?

Le principali svolte che hanno migliorato in termini qualitativi la produzione della Sigmar, si possono riassumere essenzialmente in 3 fasi:
- la prima risalente a metà degli anni ’90, quando grazie all’aiuto del compianto Guglielmo Chiapparini, uno dei più noti tecnici del settore, è stato pian piano instaurato un sistema di qualità di produzione che ha portato al raggiungimento della certificazione ISO9001, marchio da allora sempre rinnovato con successo da parte di opportuni enti certificatori;
- La seconda si può far coincidere gli inizi degli anni 2000, quando grazie alla preziosa consulenza tecnica del Sig. Guglielmo Le Rose, che tuttora collabora con l’ azienda, è stato possibile studiare e ampliare la gamma con l’ introduzione dei prodotti all’acqua per esterni ed interni.
- La terza fase è partita dalla metà degli anni 2000, quando in seguito all’acquisizione dell’azienda da parte del gruppo tedesco Servind, è stato possibile studiare e formulare nuovi prodotti come poliesteri, tinte e patine in grado di fornire il nuovo mercato dell’automotive (parti interne in radica di automobili di lusso), riuscendo in pochi anni a diventare leader di mercato, come subfornitori delle più importanti case automobilistiche.

Qual è la situazione attuale?

Gli stabilimenti della Sigmar occupano 1.990 mq di superficie coperta, 2.700 di piazzale e 5.750 di terreno edificabile, in cui operano 11 addetti. La percentuale di prodotti esportati, su un fatturato totale di 1.800.000,00 Euro, è stata nel 2010 del 60%.
I settori a cui si rivolge maggiormente la produzione sono il già sopraccitato automotive e in genere i settori di nicchia e di prodotti di alta qualità.

Quali sono le strategie aziendali per affrontare la crisi del settore?

Non crediamo ci sia una vera e propria “ricetta” contro la crisi, soprattutto perché il mercato è in continuo cambiamento, sia nel bene che nel male. Dal canto nostro comunque abbiamo reagito proponendo novità nei prodotti (ad esempio effetti nuovi come il metallizzato, il testurizzato, il gommato, il glitter, il luminescente,e il craquelettes) e investendo nell’immagine aziendale, con un nuovo sito internet,con inserzioni su stampa cartacea, partecipando ad eventi di rilievo nazionale come la realizzazione, insieme ad altre aziende del distretto della Sedia, della Cattedre Papali, organizzando convention informative e seminari formativi con la clientela fidelizzata.

Qual è la vostra filosofia aziendale?

Per noi la qualità viene prima di tutto. Su questo punto non vogliamo scendere a compromessi per tentare di accaparrarci un posto nel segmento di mercato delle “commodoties”, segmento già ampiamente occupato dalle grandi aziende nostre concorrenti, che puntano soprattutto sulla quantità.

Si riesce ad investire nella ricerca?

Si riuscirebbe con maggior efficacia, se però ci fosse sufficiente supporto finanziario da parte di banche e degli enti competenti come provincia, regione, camera di commercio anche per le piccole imprese, in quanto, è inutile negarlo, i momenti di crisi finanziaria non permettono di investire sperando in un probabile ritorno di lungo periodo.
Per quanto riguarda la nostra piccola realtà e il nostro ambito, abbiamo sempre dedicato una parte del budget alla ricerca di laboratorio, in particolare per la ricerca di materie prime alternative e lo studio di nuovi prodotti.
Di recente abbiamo partecipato ad un bando regionale avente come oggetto il sostegno della ricerca e dello sviluppo del comparto industriale, il quale metteva in palio la divisione di una consistente cifra di contributi europei a fondo perso. Il progetto era a nostro avviso interessante in quanto consisteva per una parte nello studio di nuove vernici UV ed in secondo luogo nel miglioramento in termini di riduzioni di VOC (ovvero Volatile Organic Compounds, più semplicemente emissioni in atmosfera) delle vernici a base poliestere utilizzate sulle parti interne degli abitacoli delle autovetture. Purtroppo, nonostante tutto il materiale cartaceo sia stato presentato correttamente e noi si sia rientrati in graduatoria, i fondi sono stati divisi sulla base dei punteggi soggettivi assegnati dalla commissione valutatoria. Teniamo a far notare che il bando non era specifico per l’industria chimica, bensì dell’industria in generale e a nostro avviso, è possibile che gli argomenti presentati siano risultati troppo complessi per essere compresi e valutati correttamente. Almeno questo è quello che vogliamo pensare.

Che fascia di clienti utilizza i vostri prodotti e in quali settori?

Lavoriamo con una fascia di clienti assolutamente di qualità medio-alta. I settori possono andare dalle rivendite di prodotti vernicianti, alle verniciature sia in proprio che per conto terzi, alle falegnamerie.

Quali sono i vostri prodotti e in particolare quali sono quelli su cui puntate maggiormente?

Le nostre vernici nitro, poliuretaniche, acriliche, all’acqua per esterni ed interni, a poliestere, a UV ed epossidiche, trovano, a seconda dei casi, le loro possibili applicazioni nel classico settore del legno, non solo relativo alla sedia, ma anche per i serramenti, l’arredamento da giardino e per l’infanzia, così come più recentemente per gli interni in radica per automobili di lusso, per le superfici in vetro e le materie plastiche.
Quelli su cui puntiamo maggiormente sono i laccati, le anticature, i prodotti per automotive e le vernici ad effetti speciali.

Avete fatto certificare alcuni dei vostri prodotti da laboratori specializzati?

Attualmente non ancora, anche se è in progetto, finanziamenti permettendo, di certificare i prodotti all’acqua.

Qual è l'attuale livello qualitativo delle vernici? Quanto e come è migliorato negli ultimi anni? Quale contributo avete dato e intendete dare al miglioramento del livello della produzione di vernici?

L’attuale livello qualitativo delle vernici è medio-alto; infatti grazie all’aggiornamento continuo delle nostre tecnologie abbiamo sempre continuamente migliorato il prodotto offerto, con la riduzione delle emissioni in atmosfera, l’eliminazione dell’utilizzo di pigmenti a base di metalli pesanti tossici etc….

Qual è l'attuale situazione del mercato del legno? Quali sono i settori che tirano di più (o che soffrono meno la crisi)?

Attualmente la situazione del mercato del legno è a nostro avviso stagnante. Soffre meno la crisi chi ha saputo differenziare la propria produzione, cercando alternative ai settori e ai prodotti tradizionali.

C’è una differenza tra il mercato estero e quello italiano?

La differenza è sostanziale. In generale i Paesi dell’area Mediterranea soffrono di più la crisi, mentre i paesi nordici, eccezion fatta per l’Irlanda, hanno saputo reagire meglio.
Un esempio è, per fortuna o sfortuna nostra, la Germania. Fortuna perché comunque la Germania è sempre stata un partner commerciale importante per l’Italia e sfortuna, perché questo pare la autorizzi a fare un po’ troppo da padrone all’interno della Unione Europea. La principale difficoltà italiana, senza voler cadere nella retorica, è la lentezza della legislazione e quindi del Parlamento, ad adeguarsi in tempi utili ai cambiamenti e alle necessità dell’economia.

Sono le aziende piccole o le grandi che sono maggiormente in difficoltà?

Pensiamo che le aziende piccole soffrono maggiormente, ma affondano meno facilmente delle grandi. Un buco piccolo in una barchetta è facilmente tappabile, mentre un buco grande in un transatlantico lo fa affondare.

In che modo la vostra azienda intende affrontare l'attuale congiuntura e quella dei prossimi anni?

Continuando a mantenere lo stesso livello qualitativo, nonostante la continua crescita dei prezzi delle materie prime, promuovendo anche presso la nostra clientela la politica della qualità del prodotto.

Quali sono le maggiori difficoltà che un produttore di vernici qualificato deve affrontare?

Cercare di fare capire al cliente il valore della qualità, in termini di materie prime utilizzate, di resa della vernice durante l’applicazione sul prodotto finito, di controlli effettuati dal laboratorio, del servizio di assistenza, rispetto al prezzo richiesto.

Quali sono i problemi tecnici ancora di difficile soluzione per chi produce vernici?

Un problema cruciale risiede nella volontà di investire in ricerca e contemporaneamente nel rischio di vedere vanificati i propri sforzi, perché alla fine il prezzo di mercato prevale su tutto.

In quale direzione è orientata l'evoluzione tecnologica del settore?

Di per sé non esiste una volontà generale di orientamento tecnologico. Per quello che ci riguarda possiamo dire che la nostra volontà è quella di indirizzarci sempre di più sul settore dell’ automotive e di altri che privilegiano la qualità e l’impegno nella ricerca anziché il prezzo.

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